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Compagno adulto

Un servizio di crescita e sostegno rivolto a preadolescenti e ad adolescenti.

LA FASE EVOLUTIVA: la preadolescenza e l’adolescenza rappresentano un periodo rivoluzionario di crescita: si tratta di bambini che cercano di diventare ragazzi. In questa fase iniziano a presentarsi modificazioni somatiche e psicologiche parallelamente alla perdita delle caratteristiche dell’infanzia. I ragazzi di questa età, che oscilla tra gli 11 e i 18 anni, subiscono importanti modificazioni del pensiero, in particolare acquisiscono la capacità di pensare “il possibile” al di là del reale. Questa capacità, associata alle modificazioni fisiologiche delle pubertà, genera, allo stesso tempo, un senso di potenza ed un senso di insicurezza. I ragazzi devono fronteggiare un corpo che non riconoscono e che richiede di essere approvato e soddisfatto insieme ad un pensiero che desidera spaziare tra concetti astratti. Proprio in questo periodo sono frequenti i “sogni adolescenziali” così come forti spinte di autonomia. La delicatezza e la centralità di questa fase evolutiva comporta, spesso, una ribellione interna ed esterna alle regole, al precostituito e all’autorità in generale. I ragazzi mettono in discussione l’autorità dei genitori, alla ricerca di un nuovo senso di Sé non più dipendente dalle cure genitoriali. Nonostante ciò, l’adolescente ha ancora bisogno dei genitori e delle loro cure, proprio per sviluppare quella personalità emergente di cui vediamo i primi abbozzi-segnali durante la preadolescenza.

I PROBLEMI: in questa fase, sono molto frequenti conflitti tra la necessità di essere accuditi e la voglia di volare: questi conflitti non si limitano ad essere presenti solo all’esterno, cioè tra l’adolescente e i suoi genitori, ma anche all’interno della mente dell’adolescente così come in quella dei genitori. Sempre più frequentemente i genitori sono carichi di dubbi riguardo la diade autorità-permissività e non riescono a svolgere correttamente quella funzione di protezione-autonomia che i ragazzi cercano. Analogamente anche i ragazzi sono pieni di dubbi circa la loro effettiva capacità di riuscire ad affermare ciò che desiderano essere, e, molto spesso, non chiedono aiuto ai genitori proprio perché rappresentano coloro dai quali desiderano affrancarsi. In questo contesto accade a molti ragazzi un arresto del processo evolutivo che si polarizza verso uno dei due versanti: autonomia o ricerca di cure. In altri termini vediamo, da un lato, adolescenti che non riescono a sbocciare e si barricano in casa per la paura di esplorare il mondo: disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico; dall’altro adolescenti ribelli che non riconoscono nessuna autorità e si mettono in pericolo: disturbi oppositivo provocatori, disturbo iperattivi, disturbi di condotta.

L’INTERVENTO: in questo quadro si inserisce l’intervento del compagno adulto proposto da Officine Psicologiche. Il compagno adulto è uno psicologo capace di mettersi in gioco in una relazione concreta fatta di azioni piuttosto che di parole. Si tratta di un giovane adulto di poco più grande dell’adolescente, capace di condividere concretamente ed emozionalmente delle attività che possano favorire l’espressione di quel senso di Sé nascente. Il compagno adulto, proprio perché poco più grande del ragazzo, non è vissuto come autorità e dunque l’adolescente è portato ad ascoltare e a modificare il suo comportamento in relazione alle nuove esperienze fatte con il compagno. L’intervento varia a seconda del disturbo presentato e del punto di interruzione della fase evolutiva, ma si polarizza sempre su una delle due funzioni deficitarie nel ragazzo: autorità o autonomia. Questo intervento non può dimenticare la preoccupazione dei genitori che vanno accolti in tutti i loro dubbi, le loro paure, ed i loro desideri. Per questo, Officine Psicologiche, associa sempre un servizio di sostegno alla genitorialità durante tutto il percorso che l’adolescente affronta con il suo compagno adulto. I genitori, da un lato, vengono ascoltati riguardo i vissuti inerenti il figlio, al fine di regolarne le emozioni, dall’altro, vengono supportati con consigli pragmatici di caratteri psicoeducativo per aiutarli nella vita quotidiana.

L’INTERVENTO NEI DSA: una menzione a parte merita l’intervento del compagno adulto con i disturbi specifici dell’apprendimento. Questi ragazzi hanno la possibilità di usufruire, a seguito della diagnosi, dell’applicazione, da parte della scuola, dei Bisogni Educativi Speciali (BES) o degli strumenti dispensativi e compensativi (legge 170). Questi strumenti, se da un lato suppliscono alle differenze cognitive presenti tra i bambini, garantendo il diritto allo studio, dall’altro ampliano la consapevolezza che il bambino ha del disturbo, generando sofferenza. I bambini e i ragazzi con queste diagnosi, seguiti dai Tutor DSA, vivono il cambiamento della preadolescenza e dell’adolescenza, in modo più intenso rispetto ai coetanei, con aspettative e paure amplificate a causa della loro “diversità” cognitiva. I ragazzi vengono disorientati dai cambiamenti in atto e le loro autonomie, già ridotte rispetto al gruppo dei pari, sono le prime a risentirne. La gestione del diario, così come dello zaino, resta compito dei nostri Tutor DSA, in un certo senso responsabili di questo tipo di autonomie.

Il compagno adulto si inserisce in questo contesto come sostenitore delle nascenti autonomie sociali, molto fragili in questi ragazzi. In effetti, il rischio da scongiurare in questi casi è che le precarie autonomie sociali che questi ragazzi sviluppano, vengano frustrate da contesti ambientali ostili, molto spesso provenienti da elementi del gruppo dei pari con personalità più “forti e strutturate”. Il compagno adulto, a seconda del grado di gravità del Disturbo Specifico dell’Apprendimento, potrà scegliere di privilegiare il lavoro sulle emozioni e sui vissuti relativi alle situazioni sociali, oppure decidere di lavorare più sul concreto attraverso consigli psicoeducativi e supporto all’autostima. È importante sottolineare che la funzione del compagno adulto, anche in questo contesto, non è mai di sostituzione delle competenze del ragazzo ma sempre di stimolazione alla crescita del funzionamento pre-esistente. Un tratto comune a tutti gli interventi del compagno adulto è l’instaurazione di una relazione privilegiata e concreta, protetta da tutti gli altri contesti potenzialmente frustrati come la scuola o la famiglia. Officine Psicologiche cerca di assicurare alti livelli qualitativi dell’intervento attraverso la diversificazione di questi a seconda delle valutazioni iniziali.